REALITY

Im kino qtopia

Sonntag, 07.12.2014
16:00 Uhr
REALITY

REALITY

von Matteo Garrone
Italien, 2012, IT de, 115'
REALITY
von Matteo Garrone
Italien, 2012, IT de, 115'
 

ITALIENISCHE FILME IN SCHWEIZER KINOPREMIERE - NUOVI FILM ITALIANI IN PRIMA VISIONE SVIZZERA

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Luciano hat einen Fischstand mitten in Neapel, macht manchmal krumme Geschäfte und ist ansonsten ein geborener Spassvogel, der gerne vor seinen Kunden und seiner vielköpfigen Verwandtschaft die Stimmungskanone gibt. Bald sind sich alle einig: „Du gehörst ins Fernsehen!“ Angestachelt von seinen Angehörigen nimmt Luciano am Casting für eine Reality-Show à la Big Brother teil. Aber sein Traum entwickelt sich schnell zu einer echten Besessenheit, die ihn und seine Familie zu verschlingen droht.

 

Der neue Film von „Gomorrha“-Regisseur Matteo Garrone ist eine grandios-wilde Achterbahnfahrt durch das italienische Showbusiness und die italienische Volksseele. Garrones fulminante Abrechnung mit Lug und Trug, schönem Schein und grotesken Medienspektakeln im Italien Berlusconis wurde ausgezeichnet mit dem Grossen Preis der Filmfestspiele Cannes 2012

 

«Reality hat eine lustige und eine bittere Seite, aber die Anklage gegen eine bestimmte Art von Fernsehen steht nicht im Mittelpunkt. Es geht eher um eine ehrliche Darstellung meiner Heimat, eine Art modernes Märchen. Im Vergleich zu Gomorra steckt in Reality sehr viel weniger Dokumentarfilm, wir bewegen uns hier vielmehr an der Grenze des magischen Realismus. Mich interessierte der eigene Blick unseres Protagonisten. Der Anfang ist recht linear und dreht sich um den Traum, mit dem Lucianos Umgebung ihn angesteckt hat. Doch dann beginnen sein Identitätsverlust und seine Reise an die Abgründe.» (Matteo Garrone)

 

«Reality gehört zu den wenigen Filmen von 2012, die sich ausserhalb der üblichen Schemata bewegen. Zu den wenigen, die alles haben, was einen guten Film ausmacht: eine gute Geschichte, gute Regie, gute Schauspieler. Und vor allem ist er mitreissend. Der mit Gomorrha berühmt gewordene Regisseur erweist sich mit diesem Film als moderner Weiterführer des Werkes von Schriftsteller Eduardo De Filippo: Während das zerbrechliches Gleichgewicht von De Filippos Figuren durch einen Lotterie-Gewinn aus den Fugen geriet, ist es bei Luciano der Big Brother, der in sein Leben einbricht. Jede Zeit hat ihren Mythos. Eduardo De Filippos Helden waren Symbole eines Italien der Depression. Heute hingegen kommen sie aus einem mit Kameras gespickten Studio. Aber in beiden Fällen bleibt es das gleiche Szenario: Neapel, das in seiner Farbgebung an De Sica in seinen besten Zeiten erinnert.» (Giorgio Carbone, Libero)

 

«Es gibt geniale Momente in Reality, in dem Matteo Garrone Big Brother (das TV-Format) und den Grossen Bruder George Orwells vereint (der uns in 1984 gegen unseren Willen ausspioniert). Gleichzeitig ist Reality auch eine Hommage an das italienische Kino, nicht nur an Viscontis Bellissima, sondern auch an Fellini: Luftaufnahmen, Fettwänste in unmöglichen Aufzügen, Paillettenglitzern. Matteo Garrone ist den anderen italienischen Regisseuren von heute immer ein wenig voraus. Er versteht es, mit Bildern seine Geschichten zu erzählen. Er weiß, wie man Szenen aufbaut, wie man Dialoge schreibt, wie man Schauspieler auswählt und mit ihnen arbeitet. Und dann ist da noch das offene Finale des Films, das jeder Zuschauer für sich selbst zu Ende führen muss.» (Mariarosa Mancuso, Il Foglio)

 

Luciano è un pescivendolo, napoletano, trentenne, sposato e con due figli, che per integrare i suoi guadagni si arrangia facendo piccole truffe insieme alla moglie Maria. Ha un carattere estroso e spesso, per scherzo, si esibisce davanti ai clienti della pescheria o, a casa, con i parenti. Un giorno, spinto dai familiari, partecipa a un provino per partecipare a un reality show, ma il suo sogno si trasforma ben presto in un'ossessione mettendo in pericolo la vita familiare e Luciano stesso.

 

«"Reality" parte da una notizia di cronaca letta per caso sul giornale. Ho iniziato con l'idea di girare una commedia, poi il film è cambiato, e "Reality" ha una parte più comica ed una più amara, ma non volevo fare un film di denuncia contro un certo tipo di televisione, piuttosto raccontare il mio paese con uno sguardo onesto, come una fiaba moderna. La realtà mi interessa, ma come punto di partenza, poi procedo a trasfigurarla. Con "Reality" sono andato meno nella direzione documentaristica, in confronto a "Gomorra", più al confine del realismo magico. Per questo la cinepresa sta addosso al protagonista, mi interessava il suo sguardo, e dopo un inizio più lineare, legato al sogno con cui il quartiere e la famiglia hanno contagiato Luciano, questi comincia a perdere la propria identità ed inizia il suo viaggio agli inferi. Forse è spiazzante, ma la seconda metà è conseguenza della prima, e sono entrambe necessarie. Lo spettatore capirà.» (Matteo Garrone)

 

«"Reality" è tra i pochissimi film italiani del 2012 che escano dalla routine. Che siano come deve essere un film. Ben raccontato, diretto e recitato, e soprattutto coinvolgente. In apparenza la commedia non sembrerebbe nelle corde di Matteo Garrone. Che ha un bel curriculum, tutto nella direzione del dramma ("Gomorra"), anche feroce e grottesco ("L'imbalsamatore"). Invece "Reality", anche nei suoi momenti più bui, rimane piuttosto una favola, sospesa tra tristezza e divertimento, più che un pamphlet politico o di costume. Il regista che ha raggiunto la notorietà con "Gomorra", rivela una vocazione da prosecutore dell'opera di Eduardo De Filippo, e Luciano somiglia ai personaggi di "La grande magia","La paura numero uno". I loro fragili equilibri venivano rotti – che so – da una vincita alla lotteria, quelli di Luciano dall'irruzione nella sua vita del Grande Fratello. Ogni epoca ha i suoi miti. Quelli degli eroi eduardiani erano simboli di un'Italia depressa. Oggi ci arrivano da uno scatolotto e da qualche telecamera spiona. Nell'uno e nell'altro caso lo scenario rimane eguale, una Napoli riportata sullo schermo con un colore degno del miglior De Sica.» (Giorgio Carbone, Libero)

 

«Ci sono momenti di puro genio in "Reality", in cui Matteo Garrone fa scintille e mette insieme il Grande Fratello (inteso come programma tv), con il Grande Fratello di George Orwell (quello che in 1984 ti spiava contro la tua volontà). Al tempo stesso "Reality" rende omaggio al cinema italiano, non solo a "Bellissima" di Visconti, ma anche a Fellini: sequenze dall'alto, Cinecittà, grassone con improbabili abiti da matrimonio, lustrini. Matteo Garrone è sempre posizionato molte spanne sopra gli altri registi italiani d'oggi. Sa raccontare per immagini, sa come si compongono le scene, come si scrivono i dialoghi, come si scelgono e si dirigono gli attori, presi dove capita. E poi c'è il finale, come sospeso, che resta allo spettatore completare.» (Mariarosa Mancuso, Il Foglio)

 

 

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Das Tourneefestival 2014 CINEMA ITALIANO wird organisiert von Cinélibre (Bern). Mit Unterstützung des Kulturministeriums Italiens und des Istituto Italiano di Cultura Zurigo. Unter der Schirmherrschaft der italienischen Botschaft in der Schweiz. 

Qtopia arbeitet für die Vorstellungen in Uster zusammen mit der Associazione Culturale Svizzera-Italiana (A.C.S.I.) Uster.